Che cos’è l’analisi dei peptidi effettuata da terzi?
Qualità e documentazione
Che cos’è l’analisi dei peptidi effettuata da terzi?
Segui il percorso di una commissione di analisi, dal campione selezionato fino alla relazione finale, e scopri quale contributo apporta un laboratorio esterno alle prove relative a un materiale di ricerca.
Informazioni di riferimento per uso di laboratorio. Non sono fornite indicazioni relative al dosaggio o alla somministrazione.
L'analisi dei peptidi da parte di terzi è un'analisi effettuata da un laboratorio esterno. Essa aggiunge una misurazione attendibile alle prove relative a un materiale di ricerca. La sua utilità dipende dal campione inviato, dall'obiettivo analitico e dal metodo utilizzato, nonché dal laboratorio che esegue l'analisi.
Si stanno confrontando due materiali di ricerca. Entrambi i fornitori pubblicano un certificato rilasciato da un laboratorio esterno. Un rapporto indica la percentuale di purezza; l’altro riporta anche l’identità e il contenuto. La consueta espressione “testato in modo indipendente” non spiega del tutto la differenza.
I rapporti diventano più utili quando si segue da vicino lo svolgimento stesso delle analisi. Chi ha selezionato il campione? Cosa ha ricevuto il laboratorio? A quali domande è stato chiesto di rispondere? Leggere questa sequenza di eventi conferisce significato alla frase e aiuta a decidere in che modo i dati contribuiscono alla propria ricerca.

Inizia con la richiesta inviata al laboratorio
L’espressione “analizzare questo peptide” può assumere diversi significati. Un laboratorio potrebbe verificarne l’identità, descriverne il profilo cromatografico delle impurità o determinarne il contenuto. Si tratta di attività correlate, ma che forniscono tipi diversi di informazioni.
Un incarico ben definito mette in relazione la descrizione del materiale, il lotto e la forma con la domanda a cui occorre rispondere. Nel caso di uno studio quantitativo, potrebbe trattarsi di un valore-obiettivo assegnato al contenuto, con la relativa base di riferimento. Nel caso di un progetto di separazione, potrebbe trattarsi di una procedura in grado di distinguere le specie rilevanti correlate.
Ciò rende il dialogo con il laboratorio più produttivo. Anziché richiedere il servizio che sembra più generico, il ricercatore può chiedere in che modo la misurazione proposta si adatti all’esperimento specifico. Una risposta chiara spiega il risultato atteso, le informazioni che lo accompagnano ed eventuali questioni che richiederebbero una procedura diversa.
L'analisi esterna e il campionamento indipendente sono due cose diverse
Un laboratorio esterno può analizzare un campione senza averlo selezionato. Il fornitore può scegliere e inviare la fiala. In alternativa, un istituto destinatario può inviare materiale proveniente dai propri acquisti, oppure si può ricorrere a un accordo di campionamento documentato separatamente.
Queste classificazioni non sono descrizioni intercambiabili. Il rapporto va letto alla luce della classificazione effettivamente applicata. Il codice del campione assegnato dal laboratorio emittente collega l’analisi al campione che ha ricevuto; i registri relativi al lotto e alla consegna allegati spiegano la provenienza di tale campione.
Ciò risulta particolarmente utile quando l’uniformità del lotto è fondamentale. Il risultato ottenuto da una singola unità inviata fornisce una risposta relativa a quel materiale specifico. La base per estendere tale risultato a un lotto più ampio è una questione di campionamento, piuttosto che un concetto derivante dall’espressione “terze parti”.
Chiedi a quale domanda risponde il test
Le prove analitiche confermano quanto esposto?
Come è distribuita la risposta del rivelatore?
Quanto peptide è stato misurato?
Test distinti per specifiche analisi microbiologiche o chimiche.
L'indipendenza del laboratorio non garantisce che vengano testate tutte le caratteristiche.
La competenza ha un ambito ben definito
Il fatto di essere un soggetto esterno a un fornitore e quello di essere competenti per una determinata misurazione sono due questioni distinte. La norma ISO/IEC 17025 riguarda la competenza, l’imparzialità e la coerenza operativa dei laboratori. Essa fornisce un quadro di riferimento per i laboratori di prova e di taratura, piuttosto che un’approvazione generale dei prodotti. ISO: ISO/IEC 17025.
Quando viene dichiarato un accreditamento, è opportuno verificare il suo ambito di applicazione. L’UKAS pubblica linee guida e elenchi relativi all’accreditamento dei laboratori che identificano le attività coperte. Un laboratorio può offrire servizi che esulano dall’ambito del proprio accreditamento, pertanto il riconoscimento del nome costituisce solo il primo passo di tale verifica. UKAS: pubblicazioni sull’accreditamento dei laboratori.
Anche l’interpretazione merita la stessa attenzione. La norma UKAS LAB 13 tratta il tema dei pareri e delle interpretazioni, compreso il fatto che rientrino o meno nell’ambito di accreditamento. Ciò aiuta a distinguere una misurazione riportata da un’affermazione più ampia sul significato di tale misurazione. UKAS LAB 13: pareri e interpretazioni.
Cosa significa in realtà un risultato tracciabile
Una misura può essere ricondotta a un riferimento appropriato attraverso una catena di calibrazione documentata. Questa è la tracciabilità metrologica. Il NIST spiega che essa è legata al risultato di misura specifico; il semplice utilizzo di uno strumento calibrato o di un materiale di riferimento del NIST non garantisce tale tracciabilità per ogni risultato successivo. NIST: tracciabilità metrologica.
Per un ricercatore che metta a confronto i risultati relativi ai contenuti, questa distinzione risulta utile. La relazione di calibrazione aiuta a spiegare come è stato assegnato il valore. La relazione di lotto spiega a quale materiale si riferisce il valore. Entrambi i collegamenti sono importanti e nessuno dei due sostituisce l’altro.
Un rapporto di facile lettura è più utile di un logo
Il rapporto originale riunisce tutti questi elementi: il laboratorio che lo ha redatto, l’identificativo del rapporto, la descrizione del campione, i metodi utilizzati, i risultati e le qualifiche pertinenti. Un dato sulla purezza estrapolato dal contesto perde gran parte di queste informazioni.
Un link di verifica può facilitare la verifica del documento. La destinazione utile è lo stesso rapporto e lo stesso campione, con risultati corrispondenti. La homepage di un laboratorio presenta l'organizzazione, ma non può autenticare un certificato specifico.
Quando si condivide il risultato con un collega, è sufficiente una descrizione precisa: il laboratorio indicato ha esaminato il campione identificato utilizzando il metodo specificato e ha riportato il valore indicato. Ciò consente al collega di risalire direttamente alle prove senza trasformare l’analisi in un’approvazione.
Includere i test esterni nel processo decisionale relativo alla ricerca
Il vantaggio principale dei test effettuati da terzi è quello di consentire una decisione più consapevole. Forse il rapporto chiarisce la questione relativa al contenuto, mentre il metodo di identificazione necessita di ulteriori precisazioni. Forse entrambi gli aspetti sono chiari, ma l’esperimento richiede una visione diversa del profilo delle impurità.
Si tratta di conclusioni su cui è possibile agire. Il rapporto può essere conservato insieme ai registri di ricezione, gestione e sperimentazione, con eventuali chiarimenti del laboratorio allegati. Nel loro insieme, spiegano perché il materiale è stato selezionato e quali erano le conoscenze in merito all’inizio del lavoro.
Perché i test esterni sono utili
- Una domanda analitica chiara conferisce uno scopo al risultato.
- La cronologia dei campioni illustra quali elementi siano stati effettivamente analizzati dal laboratorio.
- Le dichiarazioni relative all’accreditamento devono corrispondere all’attività e all’ambito di applicazione pertinenti.
- Il rapporto originale riporta le prove alla base di un breve riassunto.
Fonti e letture consigliate
Ambito di competenza del laboratorio: il presente articolo riguarda le analisi condotte su materiali di ricerca. Le analisi effettuate per conto terzi non attestano l’idoneità all’uso umano o veterinario.